██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b
¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯
Rivista
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
Una mwcwrivista è una mwdapubblicazione periodica, cartacea o digitale, realizzata con cadenza regolare, che contiene una varietà di contenuti testuali e visivi, firmati da diversi autori, orientati a specifici argomenti. Le riviste sono generalmente finanziate tramite mwdqpubblicità, vendita, mwdgabbonamenti anticipati o una combinazione di questi tre metodi. Una rivista può avere contenuti informativi generali (in questo caso è rivolta a un vasto pubblico) o può trattare argomenti riguardanti un particolare settore di studio o di attività, a fini di aggiornamento e di approfondimento. Comparire sulla copertina di una rivista cartacea è storicamente considerato un riconoscimento di prestigio o distinzione per un individuo o un evento.
Contents
• Storia
• Note
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
Tipi di riviste
Le riviste possono essere distinte in base a:
• mwfgmwfwperiodicità, cioè all'intervallo di tempo che intercorre fra un numero e quello successivo, in settimanali, quindicinali, mensili (bimestrali, trimestrale, quadrimestrali, semestrali), annuali o annuari, pluriennali;
• mwgqmwggdiffusione: a pagamento, cioè vendute in mwgwedicola, in mwhalibreria o inviate tramite mwhqabbonamento; per abbonamento da quota associativa, ovvero abbonamento riservato a soci dell'attività editoriale o di un'organizzazione; a diffusione gratuita.
• mwhwargomento, cioè il campo di interesse (mwiascienza, mwiqletteratura, mwigarte, mwiwpolitica, mwjaeconomia, mwjqfilosofia, mwjgreligione, mwjwtecnica, attualità, ecc.). Le riviste scientifiche e mwkaaccademiche selezionano il contenuto per mwkqrevisione paritaria, cioè in base a una valutazione fatta da specialisti del settore, distinguendosi in questo dai settimanali di attualità e dai cosiddetti mwkgrotocalchi;
• mwlapubblico di riferimento (ad esempio, riviste femminili o di settore) ed mwlqargomenti trattati (ad esempio, divulgazione scientifica o tematiche religiose)
Storia
XVII secolo
La fondazione del primo mwpaperiodico che può essere assimilato alla concezione odierna di rivista avvenne quasi contemporaneamente in mwpqFrancia e in mwpgInghilterra nel mwpw1665. Il primo numero del francese mwqamwqqJournal des sçavans (poi mwqgJournal des savants) reca la data di lunedì 5 gennaio mwqw1665. Fondato da mwraDenis de Sallo, il periodico assunse con la direzione dell'abate Jean Gallois, subentrato l'anno successivo al fondatore, il carattere di giornale mwrgscientificocite-ref-1[1]. Nello stesso anno mwsw1665 (in marzo), uscirono le mwtamwtqPhilosophical transactions, rivista che pubblicò le ricerche e le osservazioni effettuate dai membri della mwtgRoyal Society di mwtwLondracite-ref-2[2]. Le mwvaPhilosophical transactions sono, tra le riviste accademiche ancora in attività, la più antica in assolutocite-ref-3[3].
Appena tre anni dopo, nel mwwg1668 apparve la più antica rivista italiana, il mwwwmwxaGiornale de' Letterati di Roma, trimestrale letterario fondato dal bergamasco mwxqFrancesco Nazzaricite-ref-4[4]. Dopo il mwyg1675 il periodico proseguì in due edizioni diverse, stampate entrambe a Roma con lo stesso titolo. Successivamente a mwywVenezia apparvero tre riviste: mwzaGiornale Veneto de' Letterati (1671), mwzqPallade veneta (1687-88) mensile a cura di Girolamo Albrizzi, e mwzgGalleria di Minerva (1696-1717). A fine secolo nacquero nella penisola altri mwzwGiornali de' Letterati, ma di indirizzo scientifico più che letterario; i più importanti furono i due redatti da mwaaBenedetto Bacchini a mwaqParma (dal mwag1680 al mwaw1690) e a mwbaModena (dal mwbq1692 ai mwbg1695)cite-ref-5[5].
Le prime riviste mwdatedesche, di carattere scientifico, furono scritte in mwdqlatino. L'Accademia dei Curiosi della Natura (nome ufficiale: mwdgAccademia nazionale delle Scienze “Leopoldina-Carolina”) fondò la propria rivista ufficiale nel mwdw1670: mweaMiscellanea Curiosa. Oltre ad essere una delle riviste scientifiche più antiche, è stata la prima al mondo ad essere espressamente dedicata alla mweqmedicina. Fu pubblicata fino al mweg1709cite-ref-6[6]. Ad essa fecero seguito gli mwfwmwgaActa Eruditorum ("Atti degli eruditi"), il più antico mwgqgiornale letterario tedesco. Fondato da mwggLeibniz e mwgwOtto Mencke nel mwha1682 a mwhqLipsia e pubblicato per un intero secolo fino al mwhg1782cite-ref-7[7]cite-ref-8[8], il periodico contava sui contributi dei maggiori studiosi dell'epoca e informava sulle novità scientifiche e letterarie d'Europacite-ref-treccani-9-0[9].
Nel mwmq1672 apparve in Francia il mwmgMercure galant, mwmwsettimanale fondato da mwnaJean Donneau de Visé che, accanto ad articoli di genere letterario (mwnqpoesie, mwngracconti, ecc) riportava anche notizie mondanecite-ref-10[10]. Nel mwow1684 il connazionale mwpaPierre Bayle fu il fondatore e redattore di una rivista mensile di critica letteraria, storica, filosofica e teologica: le mwpqNouvelles de la République des Lettres ("Notizie della Repubblica delle Lettere"), che riscosse in tutta Europa un rapido successo. La rivista conteneva recensioni sugli ultimi libri pubblicati e forniva informazioni biografiche sugli autori trattati, il tutto con uno stile comprensibile e nello stesso tempo rigorosocite-ref-11[11]. Nel mwqg1686 apparve la mwqwBibliothèque universelle et historique ("Biblioteca universale e storica"). Fu fondata a mwraRotterdam da Jean Leclerc (Giovanni Clerico nella pubblicistica italiana dell'epoca), uno dei migliori discepoli del Bayle, esule nella città olandese. Obiettivo della rivista fu il seguire da vicino le opere pubblicate in mwrqlingua inglese, altrimenti poco conosciutecite-ref-12[12]. La rivista è ricordata come la prima che segnalò il numero delle pagine dei libri recensiti. Dapprima mensile, poi trimestrale, durò fino al mwsg1693.
XVIII secolo
All'alba del secolo (mwtq1701) apparve in mwtgFrancia il mwtwJournal de Trévoux ("mwuaMémoires pour servir à l'histoire des sciences et des arts"), rivista compilata da un gruppo di dotti religiosi della mwuqCompagnia di Gesù a mwugTrévoux, nella mwuwDombes, all'epoca principato indipendente. Pubblicato sotto gli auspici del principe mwvaLuigi Augusto di Borbone, che volle legare il suo nome a un'impresa culturale, il mwvqJournal pubblicò scritti letterari e scientifici. Dopo l'espulsione dei gesuiti dalla Francia (mwvg1764), il mwvwJournal de Trévoux si trasformò nel mwwaJournal des sciences et des beaux-artscite-ref-13[13]. Il Settecento fu il secolo dell'mwxqIlluminismo e dellmwxg'mwxwmwyaEncyclopédie. Il giornale letterario preferito dai "mwyqphilosophes" fu la mwygGazette littéraire de l'Europe (mwyw1764-mwza66).cite-ref-14[14]
In mw1wInghilterra si svilupparono invece riviste rivolte alla nascente borghesia commerciale le quali incisero profondamente sul costume del paese per il loro taglio popolare e servirono da modello per numerose iniziative in altri paesi europei, Italia compresa. Le prime furono: mw2aThe Tatler di mw2qRichard Steele (1709-1711) e mw2gmw2wThe Spectator di mw3aJoseph Addison (1711-1712). Seguirono: il trisettimanale liberale mw3qThe Review di mw3gDaniel Defoecite-ref-15[15]; il settimanale mw4wmw5aThe Observer, fondato nel mw5q1791cite-ref-16[16]; mw6gThe Gentleman's Journal (1691) che nel 1731 cambiò nome in mw6wThe Gentleman's Magazine, un giornale caratterizzato dalla presenza di articoli di varietà e racconti, il cui nome ("Magazine") estese il proprio significato fino a indicare qualsiasi rivista popolarecite-ref-17[17]; infine mw8aThe Monthly Review, fondato dal libraio Ralph Griffiths nel mw8g1749, che ebbe fra i primi contributori il romanziere e poeta mw8wOliver Goldsmith e fu il primo giornale inglese a offrire mw9arecensionicite-ref-18[18].
Diversa dalla Francia e dall'Inghilterra fu la situazione in mw-gGermania nel mw-wXVIII secolo. Poiché il movimento illuminista tedesco fu un fenomeno limitato alla cerchia accademica, le riviste mw-atedesche ebbero carattere erudito-accademico e diffusione localecite-ref-19[19].
La situazione italiana non era dissimile: una penisola divisa in tanti stati diversi non poteva non avere tanti centri di produzione, ognuno a dimensione locale. Il centro più attivo fu, lungo tutto il secolo, mwaqiVenezia. Qui nacque il mwaqmmwaqqGiornale de' letterati d'Italia (mwaqu1710-mwaqy1740), rivista redatta da mwaqcApostolo Zeno, mwaqgScipione Maffei e mwaqkAntonio Vallisneri. Il mwaqoGiornale, che copriva praticamente tutti i rami del sapere, è considerato la miglior rivista letteraria italiana del suo tempocite-ref-20[20]. Nella seconda metà del secolo apparvero la mwaq8Gazzetta veneta (settimanale fondato da mwaraGasparo Gozzi nel 1760), proseguita dallmware'mwariOsservatore veneto (febbraio mwarm1761 - agosto mwarq1762)cite-ref-21[21] e la mwarkmwaroFrusta letteraria di mwarsAristarco Scannabue, edita tra il mwarw1763 e il mwar01765cite-ref-22[22].
Centrata sulla discussione critica come strumento di propaganda culturale fu la rivista mwasmNovelle letterarie pubblicate in Firenze (uscita dal mwasq1740 al mwasu1769). Il periodico mwasyfiorentino ebbe tra i promotori l'illuminista mwascGiovanni Lami. A mwasgForlì (mwaskStato Pontificio) apparve nel mwaso1701 mwassIl Gran Giornale de' letterati, (sottotitolo: «Con le notizie più rimarcabili di quanto giornalmente succederà nella nostra Europa»). Redatto da Giovanni Pellegrino Dandi, il foglio, quattro pagine a frequenza settimanale, seguiva l'esempio della mwaswPallade veneta di Girolamo Albrizzi: comprendeva una parte letteraria e una parte politica. La prima, il mwas0Gran Giornale, era dedicata alle notizie letterarie (recensioni, ecc.); la parte politica era il mwas4Giornale de' novellisti, che registrava avvenimenti politici e militari europei insieme con notizie riguardanti re, prelati e personaggi illustri. Nel mwas81705 Dandi lasciò Forlì per mwataParma; il Gran Giornale, con il nuovo nome mwateIl Genio de' letterati, fu continuato da Giuseppe Malatesta Garuffi, che lo diresse fino al mwati1708 riscuotendo vasti consensi per la trattazione molto ragionata degli argomenti. A Roma nel mwatm1712 uscì il mwatqDiario Ordinario d'Ungheria (oggi noto come mwatuChracas), periodico mwatyin ottavo con notizie politiche, culturali e artistiche. Fu pubblicato ininterrottamente fino al mwatc1798.
Le idee mwatkilluministe si diffusero in Italia tramite i contatti diretti con gli stranieri che giungevano nella penisola per il mwatoGrand Tourcite-ref-23[23]. Il nuovo pensiero raggiunse mwat8Milano prima delle altre città italiane. Nella capitale lombarda i fratelli mwauaPietro e mwaueAlessandro Verri fondarono mwauimwaumIl Caffè (1764 - 1766)cite-ref-24[24].
Alla fine del secolo apparvero i primi settimanali femminili. Nel mwauk1791 fu pubblicato a Firenze il mwauoGiornale delle dame, poi uscirono a Venezia mwausLa donna galante ed erudita di Venezia e a Milano il mwauwGiornale delle nuove mode di Francia e d'Inghilterra.
XIX secolo
Riviste politiche
La crisi ideologica e politica che si era aperta alla fine del mwavyXVIII secolo nell'mwavcEtà napoleonica pose in primo piano nella vita europea tre grandi questioni: la questione della mwavglibertà, la questione mwavknazionale e quella mwavosocialecite-ref-25[25]. Il nuovo ordine europeo fissato al mwav8Congresso di Vienna si manifestò in mwawaEuropa anche con una stasi sia nelle relazioni culturali che durò fino al mwawe1830 (anno in cui si osservò una ripresa nell'attività intellettuale in Europa dopo la mwawiRivoluzione di luglio in mwawmFrancia, la mwawqrivoluzione belga e l'avvento in mwawuInghilterra di mwawygoverni liberali) o al mwawc1848 (l'anno della mwawgmwawkPrimavera dei popoli).
mwawsIn Italia la censura nell'età della mwawwRestaurazione, esemplificata dalla soppressione de mwaw0mwaw4Il Conciliatorecite-ref-26[26], rappresentò un grave colpo alla diffusione delle idee liberali, non compensata dalla buona qualità degli scritti in riviste quali l'austrofila mwaxmmwaxqBiblioteca Italianacite-ref-27[27]. Il compito di preparare la classe dirigente intellettuale passò quindi allmwaxk'mwaxomwaxsAntologia di mwaxwVieusseux e mwax0Capponi, due mwax4cattolici liberalicite-ref-28[28] e, dopo la soppressione dellmwaym'mwayqAntologia (mwayu1831), a mwayymwaycIl Progresso delle scienze, delle lettere e delle arti del napoletano mwaygGiuseppe Ricciardicite-ref-29[29]. Una ripresa della pubblicistica liberale, orientata spesso in senso nazionale, può essere osservata già negli anni immediatamente precedenti il mway01848. La più importante fra queste riviste fu mway4mway8Il Politecnico di Carlo Cattaneo (1839-1868)cite-ref-30[30]. Nel mwazq1850 comparve mwazumwazyLa Civiltà Cattolica, l'organo dei mwazcGesuiti che s'impose come voce autorevole nel panorama della stampa cattolicacite-ref-31[31]. L'mwazwunità d'Italia vide una fioritura di riviste politiche rivolte a formare la nuova classe dirigente italiana, le più note delle quali furono la mwaz0mwaz4Nuova Antologia, fondata nel mwaz81866 sul modello della mwaaamwaaeRevue des Deux Mondescite-ref-32[32], mwaaymwaacFanfulla della domenica, il primo settimanale letterario dell'Italia unita (mwaag1879)cite-ref-33[33], mwaa0mwaa4La Rassegna Settimanale, la rivista liberal-conservatrice di mwaa8Sonnino e mwabaFranchetti che trattava soprattutto questioni di natura economica e politicacite-ref-34[34] e mwabumwabyCronaca bizantina (mwabc1881), espressione delle aspirazioni irrazionaliste ed estetizzanti del mwabgdecadentismo italianocite-ref-35[35]. Fra le riviste politiche più importanti devono essere ricordate: mwab0mwab4La Cultura di mwab8Ruggiero Bonghi e mwacaCesare De Lollis (mwace1882)cite-ref-36[36], che verrà soppressa in epoca fascistacite-ref-37[37], e mwacomwacsCritica Sociale, rivista fondata da mwacwFilippo Turati nel mwac01881, alla quale collaborarono i principali esponenti del mwac4Socialismo italianocite-ref-38[38].
Riviste illustrate
Alla metà del secolo iniziò la fortuna delle riviste illustrate. Nel mwady1842 la mwadcIllustrated London News raggiunse la tiratura di un milione di copie, raddoppiata l'anno dopo. Il record fu toccato nel mwadg1856 quando, con mwadk100 000 abbonati, la rivista raggiunse la tiratura di mwado5 527 866 copie.
In Italia il genere nacque nella seconda metà del secolo. Le riviste più note furono: mwadwmwad0L'Illustrazione Italiana (1873 - 1962), mwad4mwad8La Tribuna illustrata, (1890-1969) e mwaeamwaeeLa Domenica del Corriere (1899-1989).
XX secolo
La diffusione dei mwaeomezzi di comunicazione di massa ha influito relativamente poco sulla struttura e sulla diffusione delle riviste specializzate le quali raramente sono riuscite a superare la ristretta cerchia degli ambiti mwaesaccademici e mwaewspecialistici. Soprattutto in Italia, si è osservato il sostanziale fallimento della diffusione delle riviste di cultura al pubblico medio, superando la cerchia ristretta degli "addetti ai lavori", sia per la tradizionalmente scarsa diffusione della lettura, sia per la scarsità di riviste di divulgazione che fossero in grado di utilizzare un linguaggio a un tempo comprensibile e non superficiale, sia per la concorrenza di quotidiani e settimanali a larga diffusionecite-ref-39[39] e, più tardi, di mwaferadio e mwafitelevisionecite-ref-40[40]. In mwafcItalia gran parte delle riviste nate ai primi anni del mwafgXX secolo si riallacciano in misura più o meno grande all'mwafkidealismo (innanzitutto mwafomwafsLa critica di mwafwBenedetto Croce; mwaf0mwaf4Leonardo di mwaf8Papini e mwagaPrezzolini, che tuttavia ebbe anche una caratterizzazione mwagepragmatistica; mwagimwagmHermes di mwagqBorgese; mwagumwagyIl Marzocco, rivista di indirizzo mwagcdecadente; mwaggmwagkLa Voce di Prezzolini, Papini e mwagoDe Robertis; mwagsmwagwLacerba di Papini e mwag0Soffici, periodico mwag4futurista e poi mwag8bellicista; ecc.) mentre mwahamwaheL'Unità di mwahiSalvemini continuava la tradizione mwahmdemocratica e mwahqmwahuIl Regno di mwahyCorradini dava voce all'mwahcirrazionalismo mwahgnazionalistico. Fra le riviste non italiane che hanno avuto più larga e generale influenza negli anni precedenti la mwahkprima guerra mondiale, occorre ricordare la mwahomwahsNouvelle Revue Française, che è stata effettivamente al centro della vita letteraria francese fino alla mwahwseconda guerra mondialecite-ref-41[41], la rivista politica mwaieinglese mwaiimwaimNew Statesman, che ha divulgato le tendenze degli intellettuali inglesi di sinistracite-ref-42[42], o riviste mwaigstatunitensi come mwaikColliermwaio's Weekly, che hanno costituito un modello per alcune riviste a larga diffusione.
La crisi del primo dopoguerra determinò in Italia la nascita di riviste disposte ad affrontare sulla base di ben precise posizioni politiche i mwaiwproblemi originati dal primo conflitto e dalla mwai0rivoluzione russa. Ne furono esempi mwai4mwai8Energie Nove (mwaja1921). mwajemwajiLa Rivoluzione liberale (1922) e più tardi mwajmmwajqIl Baretti (mwaju1924) del liberale democratico mwajyPiero Gobetticite-ref-43[43], mwajsmwajwL'Ordine Nuovo (mwaj01919) di mwaj4Antonio Gramsci e mwaj8Angelo Tasca, un settimanale che, con la nascita del mwakaPartito Comunista d'Italia (mwake1921), si trasformerà nel quotidiano ufficiale del nuovo partitocite-ref-44[44]. A queste riviste si contrapponevano mwakyLa nuova politica liberale di mwakcGiovanni Gentilecite-ref-45[45], un bimestrale dapprima simpatizzante e successivamente fiancheggiatore del mwakwpartito fascista, mwak0Gerarchia, la rivista ufficiale del fascismo fondata nel mwak41922 dallo stesso mwak8Mussolini, la rivista nazionalismo|nazionalista mwalaPolitica, fondata da mwaleFrancesco Coppola e mwaliAlfredo Rocco nel mwalm1919 e mwalqmwaluCritica fascista di Giuseppe Bottai (mwaly1923)cite-ref-46[46].
Durante il periodo fascista furono soppresse tutte le riviste antifasciste, tranne mwalwmwal0La Critica, in virtù dell'indiscussa autorità intellettuale del suo fondatore, mwal4Benedetto Croce. A parte i giornali di regime, furono tollerate le riviste letterarie non apertamente schierate in politica (per esempio, mwal8mwamaLa Fiera Letteraria di mwameUmberto Fracchia, mwamimwammSolaria di mwamqAlberto Carocci), riviste che affermava l'ideale della ricerca letteraria pura). Spesso erano le riviste fasciste ad assumere paradossalmente un atteggiamento critico nei confronti del regime dittatoriale (per esempio, mwamumwamyL'Italiano di mwamcLeo Longanesi, mwamgmwamkIl Selvaggio di mwamoMino Maccari, mwamsmwamwL'Universale di Berto Ricci, mwam0mwam4Primato di mwam8Giuseppe Bottai)cite-ref-47[47].
La mwanucaduta del fascismo e la mwanyLiberazione diedero vita a un risveglio culturale rigoglioso, sebbene di breve durata (durò all'incirca un mwanclustro), caratterizzato da un lato dall'allargamento dei temi trattati (l'mwangesistenzialismo, il mwankmarxismo e il mwanoneopositivismo in luogo del solo mwansstoricismo di inizio mwanwsecolo) dall'altro da una nuova coscienza del ruolo degli mwan0intellettuali nella societàcite-ref-48[48]. Gli intellettuali "tradizionali", portatori di una cultura mwaoineo-illuministica, ebbero il loro principale organo nel settimanale mwaommwaoqLa Nuova Europa diretta da mwaouLuigi Salvatorelli, gli intellettuali "organici", mwaoymarxisti, si raccolsero attorno al mwaoctrimestrale mwaogmwaokSocietàcite-ref-49[49]. Tra le più importanti riviste nate in quel periodo occorre citare anche mwao4mwao8Rinascita (fondata da mwapaTogliatti nel mwape1944), mwapimwapmIl Ponte (fondata da mwapqCalamandrei nel mwapu1945), mwapymwapcIl Politecnico di mwapgElio Vittorini, impegnata nella costruzione di un nuovo tipo di cultura popolare, mwapkmwapoComunità (fondata nel 1946 dall'industriale mwapsAdriano Olivetti), la mwapwcattolica mwap0mwap4Humanitas (mwap81946), la rivista letteraria internazionale mwaqamwaqeBotteghe Oscure fondata nel mwaqi1948 da mwaqmMarguerite Caetani dedita alla scoperta e alla conoscenza di nuovi testi e nuovi autori e alla circolazione della letteratura al di là dei confini nazionali. A partire dagli mwaqqanni cinquanta nacquero nuove pubblicazioni di impegno metodologico e critico rigoroso di pertinenza di nuove discipline come per esempio la mwaqulinguistica, ma si rese evidente anche l'incapacità delle riviste di cultura ad allargare la tradizionale ristretta cerchia di lettori; si assistette, viceversa, alla nascita di numerosi mensili di divulgazione, soprattutto di mwaqydivulgazione scientifica, e alla nascita dei cosiddetti mwaqcrotocalchi, cioè i mwaqgsettimanali d'informazione, che ebbero in Italia un predecessore diretto nellmwaqk'mwaqomwaqsOmnibus di mwaqwLonganesi (1937-39) e successivamente mwaq0mwaq4Tempo mwaq8mwaraL'Europeo, mwaremwariEpoca, mwarmmwarqOggi, mwarumwaryGente, mwarcmwargL'Espresso e mwarkmwaroPanorama. Tali pubblicazioni trovarono subito gradimento nel lettore italiano, tanto che, nel primo dopoguerra, le vendite dei settimanali furono triple rispetto a quelle dei quotidiani: caso unico in Europacite-ref-grippa-50-0[50]. Si assisté anche ad alcuni serrati confronti per il primato di vendite: mwar8Oggi, il più venduto settimanale italiano tra il 1946 e il 1957, trovò presto un temibile concorrente in mwasaGente; mwaseTempo fu presto imitato dallmwasi'mwasmEuropeo, poi entrambi furono superati da mwasqEpocacite-ref-grippa-50-1[50].
La concorrenza della televisione
Il servizio di regolari trasmissioni televisive iniziò in Italia nel mwass1954. La televisione non rappresentò un concorrente temibile per i giornali né negli anni cinquanta né negli anni sessanta. Le cose cambiarono tra gli anni sessanta e i settanta: in questo periodo gli investimenti pubblicitari destinati alla televisione crebbero da 60 milioni di mwaswlire a 600 milionicite-ref-grippa-50-2[50]. I periodici videro un calo netto di inserzioni, valutabile al 30%. La risposta fu una ristrutturazione completa dell'offerta informativa: più approfondimento, più specializzazione in uno o più settori. Al cambiamento dei contenuti corrispose un cambiamento del formato: non più mwatelenzuolo, ma il più agile mwatitabloid. Il primo rotocalco italiano ad adottare tale formato fu «Panorama», che precorse i tempi già nel mwatm1967. In pochi anni fu seguito da tutti i principali settimanali d'attualità. «Panorama» divenne il diretto concorrente dellmwatq'mwatuEspresso: nacque una battaglia che durò per tutti gli anni settanta ed oltre. I due periodici si contesero a lungo i lettori a colpi di servizi esclusivi e di inchiestecite-ref-grippa-50-3[50].
Verso la fine del secolo, oltre alla crisi determinata dall'ingresso dei nuovi media e dalla crescente diffusione delle prime riviste on-line, una crisi economica generale che si è fatta sentire nel settore dell'editoria con la diminuzione degli investimenti pubblicitari e con l'aumento del prezzo della carta, fece registrare una diminuzione del numero delle testate o della diffusione. In Italia, per esempio, furono costrette alla chiusura alcune storiche testate, quali la mwatsmwatwDomenica del Corriere nel mwat01989, mwat4mwat8L'Europeo nel mwaua1995, mwauemwauiEpoca e mwaummwauqMondo economico nel mwauu1997cite-ref-51[51].
XXI secolo
La diffusione di mwauwInternet e l'introduzione di nuovi mezzi digitali dell'informazione, quali i mwau0lettori di ebook e i mwau4mwau8tablet, stanno mettendo in crisi le riviste tradizionali cartacee. Il problema è particolarmente evidente nell'ambito dell'editoria accademica e scientifica che hanno visto la nascita di pubblicazioni mwavaon-line a mwaverevisione paritaria la cui diffusione a basso costo, secondo i dettami della mwavidichiarazione di Berlino sull'accesso aperto alla letteratura scientifica (mwavm2003)cite-ref-52[52], è di enorme importanza in ambito scientifico.
Note
cite-note-11. ↑ Hippolyte Cocheris, mwav4Histoire du journal des savants depuis sa fondation jusqu'à nos jours, Parismwav8 : A. Durand, 1860
cite-note-22. ↑ Thomas Birch, mwawmThe history of the Royal Society of London for improving of natural knowledge, as a supplement to The Philosophical Transactions. Voll. 4. Londonmwawq : printed for A. Millar in the Strand, 1756-1757
cite-note-33. ↑ mwawgmwawkmwawoA visualization of the Philosophical Transactions of the Royal Society (A & B) from 1665 to 2005, su mwawschrisharrison.net.
cite-note-44. ↑ «Cominciamento de' giornali letterarii». In: mwaw8Girolamo Tiraboschi, mwaxamwaxeStoria della letteratura italiana, Vol. IV, Milanomwaxi : Bettoni, pp. 540-2 (mwaxmGoogle Libri, on-line)
cite-note-55. ↑ citereftreccani-benedetto-bacchini-dizionario-biograficomwaxcmwaxgBACCHINI, Benedetto, in mwaxkmwaxoDizionario biografico degli italiani, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
cite-note-66. ↑ Leopoldinisch-Carolinische Akademie der Naturforscher, mwax4Miscellanea curiosa medico-physica Academiae naturae curiosorum sive ephemeridum medico-physicarum Germanicarum curiosarum: anni scilicet MDCLXX mi. continens celeberrimorum medicorum in & extra Germaniam observationes medicas & physicas, vel anatomicas, vel botanicas, vel pathologicas, etc., Sumpt. Viti Jacobi Trescheri Bibliopol. Wratislav. Typis Johannis Baueri, 1670 (mwax8Google Libri, on-line)
cite-note-77. ↑ mwaym(mwayqmwayuEN) A.H. Laeven e L.J.M. Laeven-Aretz, mwayymwaycThe authors and reviewers of the Acta Eruditorum 1682-1735 (mwaygmwaykPDF), Molenhoek, 2014, p.mwayo 2.
cite-note-88. ↑ Otto Mencke et al., mway4Acta eruditorum, Lipsiaemway8 : Prostant apud Joh. Grossium ... & J. F. Gleditschium, 1688 (mwazaGoogle Libri, on-line)
cite-note-treccani-99. ↑ citereftreccani-acta-eruditorummwazqmwazuActa eruditorum, in mwazyTreccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. mwazcURL consultato il 5 aprile 2017.
cite-note-1010. ↑ mwazsLe Mercure galantmwazw : contenant plusieurs histoires veritables, 1672-1674; 1677-1714. À Parismwaz0 : chez Claude Barbin, au Palais, 1672-1614 (mwaz4Gallica, on-line)
cite-note-1212. ↑ L'inglese all'epoca era ancora una lingua poco praticata.
cite-note-1313. ↑ Martine Groult, mwa0kDiscours préliminaire des éditeurs de 1751 et articles de l'Encyclopédie introduits par la querelle avec le Journal de Trévoux, Parismwa0o : H. Champion, 1999 ISBN 978-2-7453-0214-4
cite-note-1414. ↑ mwa08Gazette littéraire de l'Europe, Vol. I, À Parismwa1a : de l'Imprimerie de la Gazette de France, aux Galeries duu Louvre, 1765.
cite-note-1515. ↑ Arthur Wellesley Secord (ed.), mwa1qDefoe's reviewmwa1u : reproduced from the original editions, with an introduction and bibliographical notes by Arthur Wellesley Secord, 22 voll., New Yorkmwa1y : AMS Press, 1965 (basata sull'edizione originale scritta e pubblicata da Daniel Defoe a Londra dal febbraio 1704 al giugno 1713)
cite-note-1616. ↑ Richard Cockett, mwa1oDavid Astor and The Observer, Londonmwa1s : Deutsch, 1991, ISBN 0-233-98735-5
cite-note-1717. ↑ Mason Jackson, mwa2aThe Pictorial Press: Its Origin and Progress, London, Hurst and Blackett, 1885
cite-note-1818. ↑ mwa2qmwa2umwa2yMonthly Review, January 1844, su mwa2cbooks.google.com.
cite-note-1919. ↑ Peter Pütz, mwa2sDie deutsche Aufklärung. Darmstadtmwa2w : Wissenschaftliche Buchgesellschaft, 1991, ISBN 3-534-06092-X
cite-note-2020. ↑ Dario Generali, mwa3eIl giornale de' letterati d'Italia e la cultura veneta del primo Settecento, Milanomwa3i : Franco Angeli, 1984
cite-note-2121. ↑ Gasparo Gozzi, mwa3yLmwa3c'Osservatore Venetomwa3g : agosto 1761 - gennaio 1762, a cura di Noris Raffaelli, Milanomwa3k : BUR, 1965
cite-note-2222. ↑ mwa30Giuseppe Baretti e mwa34La "Frusta letteraria" di Aristarco Scannabue, illustrata e annotata da mwa38Augusto Serena, Verona: Donato Tedeschi, 1987
cite-note-2323. ↑ mwa4mStuart Joseph Woolf, «La storia politica e sociale». In: mwa4qStoria d'Italia, Torinomwa4u : Einaudi, 1973, Vol. III, pp. 59-75
cite-note-2424. ↑ Gianni Francioni, mwa4kPer conquistar paese alla ragionemwa4o : saggi sui Verri e sul Caffe, Napolimwa4s : Bibliopolis, 1999
cite-note-2525. ↑ mwa48Giuseppe Galasso, «Il Congresso di Vienna e l'ordine europeo della Santa Alleanza». In: mwa5aStoria d'Europa, Roma-Barimwa5e : Editori Laterza, ISBN 88-420-6456-4, 2001, pp. 510-520
cite-note-2626. ↑ mwa5yIl conciliatoremwa5c : foglio scientifico-letterariomwa5g : 3 settembre 1818-17 ottobre 1819, Riproduzione facsimile dell'edizione Milanomwa5k : V. Ferrario, 1818-1819, Sala Bolognese: A. Forni, stampa 1981
cite-note-2727. ↑ Duccio Tongiorgi, mwa50Rasori, la "Biblioteca" e "Il Conciliatore (o dell'integrazione impossibile), Milanomwa54 : Cisalpino, 2004, pp. 235-255.
cite-note-2828. ↑ Angiola Ferraris, mwa6iLetteratura e impegno civile nell'Antologia, Padovamwa6m : Liviana, 1978
cite-note-2929. ↑ mwa6cmwa6gmwa6kIl progresso delle scienze, delle lettere e delle artimwa6o : opera periodica, compilata per cura di G. R., I, Napoli, Porcelli, 1832.
cite-note-3030. ↑ Carlo G. Lacaita et al. (a cura di), mwa64Il Politecnico di Carlo Cattaneomwa68 : la vicenda editoriale, i collaboratori, gli indici, Luganomwa7a ; Milanomwa7e : G. Casagrande, 2005, ISBN 88-7795-161-3.
cite-note-3131. ↑ Giuseppe De Rosa, mwa7yLa civiltà cattolicamwa7c : 150 anni al servizio della Chiesamwa7g : 1850-1999, Romamwa7k : La civiltà cattolica, 1999.
cite-note-3232. ↑ Cosimo Ceccuti (a cura di), mwa70Antologia della Nuova antologia, 1866-2000mwa74 : centotrentacinque anni di impegno culturale e civile, Firenzemwa78 : La loggia, 2000.
cite-note-3333. ↑ Antonia Arslan e Mariagrazia Raffele (a cura di), mwa8mFanfulla della domenica, Trevisomwa8q : Canova, 1981.
cite-note-3434. ↑ Rolando Nieri (1991), Sonnino, la Rassegna settimanale e i problemi dell'industria, mwa8gRassegna storica del risorgimento, mwa8k78(3):323-380.
cite-note-3535. ↑ Carlotta Moreni (a cura di), mwa80Cronaca bizantina: (1881-1886); introduzione di Gianni Oliva, Romamwa84 : Bulzoni, 1997, ISBN 88-8319-101-3.
cite-note-3636. ↑ mwa9mBenedetto Croce (1908), Ruggiero Bonghi e la scuola moderata, mwa9qLa Critica, mwa9uVI:81-104 (ora in mwa9yLa letteratura della nuova Italia. Saggi critici, Vol. III, Barimwa9c : Laterza, 1922, pp. 259-284).
cite-note-3737. ↑ Gennaro Sasso, mwa9sVariazioni sulla storia di una rivista italianamwa9w : La cultura, 1882-1935, Bolognamwa90 : Il mulino, 1992, ISBN 88-15-03387-4.
cite-note-3838. ↑ Ines Monti Ottolenghi, mwa-iFilippo Turati, la Critica sociale e la formazione della borghesia industriale in Italia, dalle origini all'età giolittiana, Firenzemwa-m : Leo S. Olschki, 1976.
cite-note-3939. ↑ mwa-cPaolo Murialdi, mwa-gLa stampa italiana del dopoguerra, Barimwa-k : Laterza, 1978
cite-note-4040. ↑ mwa-0Marshall McLuhan, mwa-4Gli strumenti del comunicare; prefazione di Peppino Ortoleva e postfazione di Paola Pallavicini; traduzione di mwa-8Ettore Capriolo, Milanomwa-a : Il saggiatore, 2009.
cite-note-4141. ↑ Alban Cerisier, Une histoire de la NRF, Parismwa-q : Gallimard, 2009.
cite-note-4242. ↑ Edward Hyams, mwa-gThe New Statesman: the history of the first fifty years 1913-63, Londonmwa-k : Longman, 1963.
cite-note-4343. ↑ mwa-0Lelio Basso e mwa-4Luigi Anderlini (a cura di), mwa-8Le riviste di Piero Gobetti, Milanomwbaa : G. Feltrinelli, 1961.
cite-note-4444. ↑ mwbaqPaolo Spriano, mwbauGramsci e l'Ordine nuovo, Romamwbay : Editori riuniti, 1965.
cite-note-4545. ↑ mwbaoLa nuova politica liberalemwbas : rivista bimestrale di studi politici, Anno I, n.1 (gennaio 1923); ultimo numero; Anno II, n. 5-6 (novembre 1924).
cite-note-4646. ↑ Albertina Vittoria, mwba8Le riviste di regimemwbba : Gerarchia, Civiltà fascista, Critica fascista, Romamwbbe : Studi Romani, 1980.
cite-note-4747. ↑ Luisa Mangoni, mwbbuLmwbby'interventismo della culturamwbbc : intellettuali e riviste del fascismo, Roma - Barimwbbg : Laterza, 1974.
cite-note-4848. ↑ mwbbwNorberto Bobbio, «Profilo ideologico del Novecento, XImwbb0 : Il nuovo impegno». In: mwbb4Emilio Cecchi e mwbb8Natalino Sapegno (a cura di), mwbcaStoria della Letteratura Italiana, Vol. IX (Il Novecento), Milanomwbce : Garzanti, 1969, pp. 216-224
cite-note-4949. ↑ Piero Lucia, mwbcuIntellettuali italiani del secondo dopoguerramwbcy : impegno, crisi, speranza, Napolimwbcc : Guida, 2003, ISBN 88-7188-687-9
cite-note-grippa-5050. ↑ Eva Grippa, "Il newsmagazine. Dal supplemento illustrato alla concorrenza della tv”, in Aurelio Magistà, mwbdiL'italia in prima pagina. Storia di un paese nella storia dei suoi giornali, 2006, Bruno Mondadori, pp. 233-249.
cite-note-5151. ↑ mwbdymwbdcmwbdg«Periodico: Ultime tendenze», su mwbdktreccani.it.
cite-note-5252. ↑ Conference on Open Access to Knowledge in the Sciences and Humanities, Berlin, 20-22 October 2003 (mwbd0on-line)
Bibliografia
• A.N.E.S., Associazione nazionale editoria periodica specializzata, mwbeeLa stampa periodica specializzata e tecnica in Italiamwbei : editori e pubblicazioni, Milanomwbem : ANES, 2003
• Hannah Barker and Simon Burrows (eds), mwbeuPress, politics and the public sphere in Europe and North America, 1760-1820, Cambridgemwbey : mwbecCambridge University Press, 2002, ISBN 0-521-66207-9
• Alberta Pannain, mwbeoLa nascita della stampa periodica e il suo affermarsi in Italia, Romamwbes : Biblioteca Nazionale, 1993
• mwbe0Atti del I Convegno europeo della stampa periodicamwbe4 : i periodici e l'Europa,mwbe8 : Reggio Calabria, 30-31 marzo e 1º aprile 1979, Romamwbfa : USPI, 1980
• mwbfiValerio Castronovo, mwbfmGiuseppe Ricuperati, Carlo Capra (a cura di), mwbfqLa stampa italiana dal Cinquecento all'Ottocento, introduzione di mwbfuNicola Tranfaglia, Roma-Barimwbfy : mwbfcLaterza, 1980
• Francesco Fattorello, mwbfkLe origini del giornalismo in Italia, Udinemwbfo : La rivista letteraria, 1929
Voci correlate
• mwbf4Editoria
• mwbgaGiornale
• mwbgqPeriodico
• mwbgyRivista accademica
• mwbggComunicazione scientifica
• mwbgoRivista letteraria
Altri progetti
Altri progetti
• Wikisource
• Wikizionario
• Wikimedia Commons
• Wikisource contiene testi tratti da riviste
• Wikizionario contiene il lemma di dizionario «rivista»
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sulla rivista
Collegamenti esterni
• citerefbritannica-com(EN) magazine, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefencyclopedia-of-science-fiction(EN) Rivista, su The Encyclopedia of Science Fiction.
• mwbhcCIRCE - Catalogo Informatico Riviste Culturali Europee, su circe.lett.unitn.it.